IL RICORDO DI QUEI GIORNI

Paura, sconcerto, disorientamento, solitudine. Queste le prime tremende sensazioni che attraversarono la mente dei commercianti di Castel Volturno quel 16 maggio di 12 anni fa, quando Domenico Noviello venne assassinato per mano camorrista a Castel Volturno. Tutto sembrava ancora più cupo, alzare la testa diventava ormai quasi impossibile, quando sarebbero passati per riscuotere ben poco si sarebbe potuto contro la loro ferocia. Ma fu solo un breve momento di smarrimento, accadde in poco tempo che alcuni commercianti, pochi di noi, si guardarono negli occhi, si parlarono e decisero che non si poteva continuare così, che la nostra comunità aveva già sbagliato in passato lasciando solo questo nostro concittadino coraggioso e dalla schiena dritta, ora era tempo di dire basta. Ma da soli cosa avremmo potuto fare? Ecco che ci accorgemmo di non essere più soli, se lo avessimo voluto lo Stato c’era ed era al nostro fianco: uomini e donne delle Forze dell’Ordine pronti a sostenerci e ad accogliere le nostre denunce non appena il clan cercò di estorcere ed intimorire ancora gli operatori economici di Castel Volturno. Certo, si trattò di una piccola minoranza, ma il cambiamento era iniziato. Grazie alla intuizione di un ufficiale dei Carabinieri conoscemmo Tano Grasso, riuscimmo a costituire l’associazione antiracket di Castel Volturno intitolata proprio a Domenico Noviello, associazione tenuta a battesimo dall’allora procuratore di Napoli Federico Cafiero de Raho, il quale ci incoraggiò sin dall’inizio insieme al magistrato Cesare Sirignano, suo stretto collaboratore: tanti e devastanti furono i colpi inferti al clan dalla magistratura, tanto il lavoro fatto sul territorio e nella provincia. Oggi a guidare questa associazione c’è Massimiliano, figlio di Domenico, e come allora la Fai è vicina agli imprenditori che vogliono liberarsi, soprattutto in questo periodo di emergenza sanitaria ed economica; tante sono state e saranno le iniziative, tante le associazioni e le persone “giuste” conosciute in questo cammino condiviso. Un pensiero fraterno va al nostro caro amico Valerio Taglione, coordinatore del Comitato don Peppe Diana, sempre con noi nelle nostre comuni battaglie: purtroppo ci ha lasciato pochi giorni fa ma continua a camminare con noi nei nostri cuori e nei nostri pensieri in questo difficile ma inarrestabile percorso che sta trasformando pian piano questi territori che ormai  non sono più terre di camorra ma terre di riscatto e impegno: terre di don Peppe Diana, di Domenico Noviello e di tante persone perbene che non si arrenderanno mai.   
 
                                                                   Il presidente FAI 
                                                                     Luigi Ferrucci