COMUNICATO STAMPA 

In merito alle dichiarazioni del Dr. Giuseppe Antoci, ospite della trasmissione                               della RAI “UnoMattina” del 17 gennaio, si comunica quanto segue. 

Alla F.A.I. aderiscono 55 associazioni antiracket composte da tanti operatori economici che hanno denunciato i propri estorsori, al fianco dei quali questa federazione si costituisce parte civile a difesa del diritto costituzionale ad esercitare la libera impresa. I clan di Tortorici sono stati condannati e riconosciuti come associazione mafiosa grazie alle denunce del movimento antiracket e ai commercianti della prima associazione antiracket italiana, quella di Capo d’Orlando. Quella sentenza del 1991, fra l’altro, fu la prima per associazione mafiosa del distretto giudiziario di Messina, alla quale seguirono altri procedimenti con l’arresto e la condanna di centinaia di mafiosi.Non si comprende quindi a che titolo ed in quale veste il Dr. Antoci possa mettere in dubbio la legittimazione di questa Federazione a costituirsi parte civile in un procedimento penale che riguarda la cosiddetta mafia dei Nebrodi: sarà come sempre esclusiva competenza dei magistrati valutare la legittimità o meno della nostra costituzione in giudizio. 
La F.A.I. è onorata di avere come Vicepresidente Vicario l’avv. Mario Ceraolo, il quale come componente del nostro Ufficio Legale svolge un importante ruolo in diversi processi a carico di affiliati a cosche mafiose ed estorsori mettendo al servizio di imprenditori, commercianti e associazioni antiracket la sua straordinaria esperienza maturata quale Vice Questore della Polizia di Stato. Vogliamo inoltre ricordare che nel 2020 ricorrono i trenta anni del movimento antiracket nato con l’ACIO di Tano Grasso e Sarino Damiano.
Napoli, 20 gennaio 2020 
                       
                                                                              Il presidente della FAI      
                                                                                     Luigi Ferrucci