L'imprenditore di Leonforte (EN) parte civile con la FAI nel processo che si celebra al Tribunale di Palermo

 

             LA FAI AL FIANCO DELL’IMPRENDITORE GAETANO DEBOLE DI LEONFORTE

Il Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Palermo ha ammesso la costituzione di parte civile di Gaetano Debole, imprenditore di Leonforte, e della F.A.I., assistiti dall’Avv. Mario Ceraolo dell’Ufficio Legale della Federazione Antiracket Italiana, nel processo “Cuci e Scuci” a carico di 14 imputati tra cui alcuni funzionari del Provveditorato Opere Pubbliche di Palermo. Gli imputati sono accusati di associazione per delinquere, corruzione, induzione indebita, falso in atti pubblici e truffa aggravata ai danni dello Stato.
Il giudice, rigettando le eccezioni proposte dal collegio di difesa, ha accolto le tesi del difensore di parte civile in merito alla idoneità del sistema imposto dai pubblici ufficiali volto a ledere la libertà d’impresa.L'indagine, svolta dalla Sezione Anticorruzione della Squadra Mobile di Palermo, ha svelato un consolidato sistema di tangenti nel settore degli appalti per opere pubbliche ed è scaturita dalla denuncia di Gaetano Debole, unico imprenditore che si è opposto alle pressanti richieste di 'mazzette' avanzate da alcuni funzionari del Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche in merito ai lavori di ristrutturazione di un edificio scolastico in provincia di Palermo. Gli elementi acquisiti, anche con il determinante contributo fornito dall’imprenditore di Leonforte nel corso delle indagini, hanno condotto nel maggio scorso all’esecuzione da parte della Polizia di Stato di 14 misure cautelari emesse dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo, su richiesta della Procura della Repubblica, con conseguente richiesta di rinvio a giudizio.
Come sempre da 30 anni ormai, la FAI affianca gli operatori economici che vogliono rivendicare il proprio diritto costituzionale di esercitare la libera impresa, accompagnandoli prima, durante e dopo il difficile percorso della denuncia.