Operazione antiusura a Licata: fermati padre e figlio, pretendevano tassi del 300%

 

QUESTURA DI AGRIGENTOSQUADRA MOBILE
COMUNICATO STAMPA DEL 13 MAGGIO 2019

La Polizia di Stato, nella giornata di ieri ha eseguito un decreto di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Procura della Repubblica, D.D.A. di Palermo, a firma dei Sostituti Procuratori Claudio Camilleri e Pierangelo Padova, a carico di GRECO Antonino cl. 70, Sorvegliato Speciale della P.S. e del figlio GRECO Paolo cl. 97, in atto sottoposto al regime degli arresti domiciliari.
Alle ore 06:00 circa di ieri domenica12 maggio, personale della Squadra Mobile, diretta da Giovanni Minardie delCommissariato P.S. di Licata, diretto da Sergio Carrubba, ha fermato i due congiunti, ritenuti responsabili, a vario titolo, anche in concorso, del reato di usura continuata e tentata estorsione ai danni di quattro soggetti, residenti a Licata.
In alcuni casi è stata contestata l’aggravante dell’utilizzo dei metodi mafiosi di cui all’art. 416 bis1.
A GRECO Antonino è stato, altresì, contestato di aver commesso il fatto mentre sottoposto alla Sorveglianza Speciale, con recidiva reiterata, specifica ed infraquinquiennale.
Le indagini di questa Squadra Mobile e del Commissariato P.S. di Licata, avviate mesi addietro, sono state condotte sia con attività tecniche, sia con metodi tradizionali, con l’escussione a S.I. delle vittime, le quali, seppur particolarmente reticenti a causa delle possibili ritorsioni dei rei, poste dinanzi alle evidenze investigative, non hanno potuto non confermare le ipotesi indagate.
Una delle vittime è stata supportata ed assistita dalla FAI Antiracket Gela associazione “G. Giordano” con il suo Presidente Renzo Caponetti, nonché coordinatore FAI Antiracket Sicilia.
Nel corso della perquisizione,all’interno della vettura in uso a congiunti Greco, sono stati rinvenuti e sequestrati un coltello da cucina con lama di circa 10 cm e un tubo idraulico in ferro zincato, verosimilmente lo stesso già descritto da una delle vittime.
Si evidenzia che GRECO Paolo, in data 8 marzo u.s. veniva tratto in arresto da personale dei medesimi Uffici, poiché ritenuto responsabile di avere esploso, nottetempo e travisato, diversi colpi di arma da fuoco, con una pistola scacciacani modificata, all’indirizzo di operatori ausiliari della P.G.; in quell’occasione solo il repentino intervento del personale posto a copertura, evitava possibili più gravi conseguenze ai danni di questi ultimi.
Nell’occorso le immediate indagini, permettevano l’arresto del GRECO Paolo ed il sequestro dell’arma, del passamontagna, della felpa e dei guanti, disseminati nel percorso di fuga del reo per le vie cittadine, pedissequamente ricostruito dagli investigatori.
L’attività esecutiva è stata trasmessa al Sost. Proc. Alessandra Russo della Procura della Repubblica di Agrigento, per quanto di competenza.
Si evidenzia che ad una delle vittimeera stata data come “ultimatum” per il pagamento della “rata” in scadenza, il 12 maggio, pena gravi ritorsioni alla vittima ed al suo nucleo familiare.
La risposta della Squadra Mobile e del Commissariato di Licata, coordinati e supportati dalla immediata azione della Procura della Repubblica D.D.A. di Palermo, si è repentinamente concretizzata all’alba di ieri, così bloccando in anticipo tale ulteriore rischio ed assicurando i presunti responsabili alla giustizia.