La Fai Antiracket Gela incontra i vertici provinciali dell'Arma dei Carabinieri

Nella sala convegni dell'associazione l'incontro con il Comandante provinciale Col.Daidone e con il Comandante del reparto territoriale Ten.Col.De Rosa

 
 

Si è svolto nella mattinata di sabato 12 gennaio, presso la sala convegni della Fai Antiracket Gela, un graditissimo incontro fra i nostri associati, il Comandante Provinciale deiCarabinieri, Colonnello Daidone Baldassare ed il Tenente Colonnello Antonio De Rosa, Comandante del reparto territoriale dei Carabinieri di Gela.
Il convegno, che è durato per circa un’ora e mezza a partire dalle ore 10,00, haregistrato la massima partecipazione possibile: stracolma l’ampia sala convegni dellasede.
Il Comandante Provinciale Daidone Baldassare ha sottolineato i grandi passi avantifatti in questi anni sul fronte del contrasto alle mafie e quindi ha invitato i presenti a starein guardia rispetto alla scarcerazione, per fine pena, di alcuni esponenti di spicco della criminalità organizzata.
Il Tenente Colonnello Antonio De Rosa ha invece sottolineato l’importanza dell’impegno sul fronte culturale. In particolare ha voluto rimarcare il fatto che nel nostroterritorio sussiste ancora il 20% di dispersione scolastica, in relazione al conseguente facileassoldamento da parte delle consorterie mafiose dei ragazzi irresponsabilmente sottratti allascolarità.
Corale, da parte dei relatori fra cui il presidente Renzo Caponetti, è stato l’invito a voler perseverare sulla strada della collaborazione con le Forze dell’Ordine, quale cuore e nucleo delle nostre attività. Unanime è stato il dissenso espresso riguardo ad una possibile militarizzazionedella città in questi giorni invocata da alcune parti, verosimilmente sulla base di una certa emotività: tutti i relatori hanno convenuto sul fatto che non servirebbe a nulla rispetto alle sporadiche contingenze della città, comunque non più inquadrabili nell’ambito delle attività di una rete criminale organizzata. In ogni caso, ha sottolineato il Colonnello Daidone, sulla base di intercettazioni registrate nell’entroterra palermitano per i mafiosi e per i loro affari la presenza dell’Esercito nel territorio non costituisce alcun problema.
Assai significativo è stato anche l’intervento del nostro legale, Avv. GiuseppePanebianco, il quale ha voluto sottolineare l’ampliamento del bacino di operatività dellanostra Associazione, oramai attiva su tutto il territorio nazionale. Importante in tal senso è stato il riferimento formulato dal sottoscritto alle recentioperazioni svolte a Roma (foriera di una nostra importante ed assai significativacostituzione come parte civile) e ad Alassio, con la quale è stato inferto un durissimo colpoad una rete organizzata dedita al malaffare in Liguria, culminata con l’arresto di personaggidi primissimo piano del jetset nazionale, fra i quali il noto imprenditore Pier PaoloPizzimbone.
Particolarmente emozionante è stata, tra le altre, infine, la testimonianza di GiuseppeBusso, nostro associato, vittima, appunto, dei fatti di Alassio il quale, dopo aver ringraziato il presidente Caponetti per il supporto concreto ricevuto, ha sottolineato che l’Esercito piùefficace sul versante del contrasto alle mafie è quello costituito dall’unione delle vittime: “l’Esercito siamo noi!” ha concluso l’imprenditore.


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