Una nuova fase del movimento antiracket: lettera aperta ai soci della FAI

Le riflessioni di Tano Grasso, Presidente nazionale della Federazione

 

Lettera aperta ai soci e ai dirigenti delle associazioni antiracket aderenti alla FAI e per conoscenza al Commissario antiracket, ai sigg.ri prefetti delle province con la presenza di associazioni, a don Luigi Ciotti presidente di Libera, all’associazione Addiopizzo.

Care colleghe e cari colleghi,
non c’è alcun dubbio che da alcuni mesi stiamo vivendo un momento di seria difficoltà nella lotta ai fenomeni estorsivi (il numero delle denunce, soprattutto in alcune aree, è inadeguato rispetto alla diffusione del racket); certamente l’efficacia del contrasto non può dipendere solo dall’attività dell’associazionismo, essa è il risultato dell’intervento di fattori diversi (istituzioni, autorità giudiziaria, ecc.); allo stesso tempo, laddove negli anni si sono avuti i risultati più positivi è stato in larga parte per le denunce promosse e coordinate delle associazioni antiracket. In maniera speculare si avverte un’attenuarsi della considerazione delle associazioni e del loro ruolo. A volte, il rapporto con l’opinione pubblica e gli organi d’informazione e, in alcuni casi, anche con i soggetti istituzionali appare problematico. Alcune vicende giudiziarie e alcune strumentalizzazioni politiche, e non solo negli ultimi mesi, hanno indebolito la percezione del valore delle esperienze antimafia e, quindi, anche dell’associazionismo antiracket che di quel mondo naturalmente fa parte. Più recentemente alcune storie hanno ulteriormente incrinato l’immagine dell’antimafia; non importa che non si sia coinvolti in indagini giudiziarie o che da alcuni fatti si siano prese le dovute distanze in tempi non sospetti, ma tutto ciò che getta un’ombra su specifiche esperienze si ripercuote inevitabilmente su tutti. Le indagini giudiziarie che hanno coinvolto i vertici di Confindustria Sicilia, l’arresto del vicepresidente di una nostra associazione pugliese e la cancellazione di un’associazione palermitana dall’albo della prefettura, vicende pur tra loro molto diverse (da un lato provvedimenti giudiziari con custodia cautelare, dall’altro un provvedimento amministrativo del prefetto) comunque alimentano un diffuso disorientamento.

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Lettera aperta di Tano Grasso, Presidente nazionale della FAI.

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