Roma, la storia dell'imprenditore che ha deciso di ribellarsi all'usura: il racconto delle minacce e del sostegno ricevuto verso la denuncia

Il Tgr Lazio intervista Luigi Ciatti, avvocato e presidente di Ambulatorio Antiusura e il protagonista della vicenda

 
 

Mario, nome di fantasia, è il protagonista del servizio che il Tg3 regionale del Lazio ha scelto di realizzare per la campagna #TgrNoMafie intervistando una vittima che ha scelto di denunciare l’usura, fenomeno ancora molto sottovalutato nella capitale e che coinvolge tanti operatori economici, sopratutto a Roma. Mario è il titolare di una impresa edile ben avviata: la banca, a un certo punto, decide di revocargli il fido. Riceve e accetta, allora, l’offerta di aiuto da un amico barista per 10mila euro: entro sei mesi il suo debito lieviterà fino a 200mila euro.

Partono le minacce verbali, arrivano le aggressioni fisiche: “Vengo malmenato prima in casa con la porta della cucina lasciata aperta perché mia figlia vedesse, poi sequestrato e massacrato per strada; fui inseguito più volte fino ad un’aggressione pubblica in un benzinaio dove presi altre botte. Tante botte”. Fortunatamente, su consiglio del parroco, Mario si rivolge ad Ambulatorio Antiusura ONLUS, la realtà con sede presso la Confcommercio di Roma e aderente alla FAI (Federazione Antiracket Italiana) e che dal 1997 ha assistito gratuitamente migliaia di vittime di usura e sovraindebitamento.

"E’ fondamentale che le vittime scelgano di denunciare l’usura" dice Luigi Ciatti, avvocato e presidente di Ambulatorio Antiusura. "Le vittime devono sapere che esistono dei fondi per chi denuncia, sia nazionali che regionali, come i fondi antiusura della Regione Lazio che ha messo a disposizione un capitolo di spesa apposito.

Denunciando i cittadini dicono che vogliono reinserirsi nella vita "normale". É la scelta che ha fatto Mario, che grazie alla sua denuncia è potuto tornare a vivere: “Sono rimasto da solo, ho solo un figlio che ancora mi sostiene”, dice ai microfoni del Tg3: “Ma vado avanti e combatto”.