La reazione degli imprenditori e il ruolo del movimento antiracket dopo la violenza del clan dei casalesi

Il programma delle iniziative organizzate dalla FAI in provincia di Caserta: si parte sabato 12 maggio a Santa Maria Capua Vetere

 

2008 - 2018
A dieci anni dalle intimidazioni e dalle violenze del clan dei casalesi: la reazione  degli imprenditori e il ruolo del movimento antiracket

Programma delle iniziative:
sabato 12 maggio alle 11 - Santa Maria Capua Vetere, cortile antistante la fabbrica di materassi di Pietro Russo: incontro con studenti e scout a dieci anni dall’attentato che distrusse l’azienda il 13 maggio del 2008.
Aperitivo di solidarietà.

mercoledì 16 maggio alle 10 - Castel Volturno, località Baia Verde, piazzetta Domenico Noviello: commemorazione nel luogo in cui venne ucciso il 16 maggio 2008 da un commando camorrista. A seguire, presso la sede della FAI antiracket Castel Volturno, dibattito con la presenza, tra gli altri, del prefetto di Caserta Raffaele Ruberto, del Commissario per le vittime di mafia prefetto Enzo Panico, del Commissario antiracket prefetto Domenico Cuttaia. Concluderà il Procuratore Nazionale Antimafia Federico Cafiero de Raho.

mercoledì 11 luglio alle 19 - Castel Volturno, presso il lido “La Fiorente”: commemorazione di Raffaele Granata nel luogo in cui venne ucciso nel 2008. Aperitivo della solidarietà con la presenza, tra gli altri, del prefetto di Caserta Raffaele Ruberto e del Commissario antiracket prefetto Domenico Cuttaia.

mercoledì 12 settembre ale 18 - San Marcellino, lapide in memoria di Antonio Ciardullo ed Ernesto Fabozzi: commemorazione del duplice omicidio del 2008. A seguire, incontro dibattito in una scuola di Parete, alla presenza, tra gli altri, del prefetto di Caserta Raffaele Ruberto e del Commissario antiracket prefetto Domenico Cuttaia.

 
 

La dichiarazione di Luigi Ferrucci, coordinatore regionale delle associazioni FAI antiracket e antiusura della Campania.

"Fare impresa non è cosa facile, farlo in territori più o meno fortemente condizionati dalle mafie può diventare estremamente difficile. Il territorio della provincia di Caserta per molti anni è stato sotto il controllo quasi totale da parte delle organizzazioni criminali: pochi furono coloro che ebbero il coraggio di alzare la testa ribellandosi al ricatto camorrista attraverso la denuncia. Alcuni di questi, anche a distanza di tempo, pagarono con la vita il prezzo più alto, altri videro distrutta la propria azienda. Il 2008 è stato senz'altro il momento peggiore per quelle terre, tanti furono gli omicidi e gli attentati messi a segno in pochi mesi, nel tentativo, in gran parte riuscito, di scoraggiare ogni reazione da parte degli operatori economici. Altrettanto forte fu però la risposta dello Stato attraverso la Magistratura e le Forze dell'Ordine. Cosa che, insieme alla coraggiosa e opportuna reazione di una parte di quegli imprenditori, consentì finalmente l'inizio di un cambiamento epocale nella storia di questa provincia".

"Il movimento antiracket della FAI - aggiunge Ferrucci - mette insieme operatori economici per costruire quella rete di protezione che consente di rendere più leggero il difficile cammino di chi si trova a fronteggiare il problema del racket. É costituita da semplici cittadini che rivendicano un diritto sancito dalla Costituzione italiana, vale a dire quello di poter esercitare la libera impresa con l'aiuto e al fianco delle Istituzioni e delle Forze dell'Ordine, ognuno nel rispetto del proprio ruolo. A dieci anni da quella stagione terribile, possiamo dire che la situazione oggi è molto cambiata: qui come in altri luoghi martoriati dalla presenza mafiosa si respira un'aria diversa. Tantissimo c'è da fare ovviamente, la guerra è ben lontana dall'essere vinta e i segni e le conseguenze del dominio dei clan sono ancora presenti. In più occasioni è stato dimostrato con azioni concrete che quando ci si affida sinceramente allo Stato e alle associazioni antiracket una mano tesa è sempre lì pronta ad afferrare quella di chi chiede aiuto. Oltre che a rivendicare quel diritto costituzionale, quindi, il movimento antiracket fa molto di più: cerca in tutti i modi di evitare che chi ha denunciato o si appresta a farlo venga lasciato solo, a differenza di quei coraggiosi che saranno giustamente ricordati con le prossime iniziative"