Concussione, l'associazione FAI antiracket “Sicilia” ammessa come parte civile in un processo ad Agrigento

Un pubblico ufficiale è imputato del reato di concussione nei confronti dei titolari di una società operante nel territorio di Campobello di Licata

 

L’udienza che si è tenuta avanti il G.U.P. del Tribunale di Agrigento a carico di N.G. - imputato del reato di concussione nei confronti di P.V. e I.A., titolari di una società operante nel territorio di Campobello di Licata - ha visto l’ammissione della costituzione di parte civile dell'associazione FAI antiracket “Sicilia”.

Le due vittime sono state assistite dall'associazione FAI antiracket di Gela con il suo Presidente Renzo Caponetti, Coordinatore delle associazioni FAI antiracket e antiusura in Sicilia. Si tratta dei primi casi di costituzione di parte civile a cui è stato ammesso il Coordinamento FAI antiracket Sicilia. 

Detta costituzione rivoluziona il quadro normativo relativo alla costituzione di parte civile delle associazioni antiracket per reati diversi da quelli di estorsione e di usura. Tra i fini prioritari della FAI associazione “Sicilia” vi è, infatti, quello di tutelare il diritto al libero esercizio dell’iniziativa economica privata, garantito dall’art. 41 della Costituzione e da numerose altre disposizioni legislative: come diritto soggettivo è suscettibile di lesione e di conseguente risarcimento.

L’associazione antiracket ha subito un danno non patrimoniale, risarcibile ex art.2059 c.c., atteso che il reato di concussione commesso da un pubblico ufficiale di per sé costituisce un attentato alla libertà commerciale e imprenditoriale che, già diritto soggettivo delle parti offese, siano esse persone fisiche o giuridiche come nel caso di specie.

Il GUP del Tribunale di Agrigento nell’ammettere la costituzione di parte civile della FAI Coordinamento Sicilia ha sposato in pieno la tesi del legale dell’associazione, avv. Panebianco, supportata dal Presidente dell'associazione FAI antiracket Sicilia, Renzo Caponetti.