Vieste, c'è il metodo mafioso nei casi di estorsione dei "tre moschettieri"

L'associazione FAI antiracket è parte civile nel processo

 

Importante novità nel processo "Tre Moschettieri" per i casi di estorsione a Vieste. La seconda sezione della Corte d’Appello di Bari ha riformato la sentenza del marzo 2015 rideterminando la pena degli imputati.

Così come si legge su "l'Immediato" i giudici, "ritenendo valida la circostanza dell’aggravante del metodo mafioso", hanno condannato tre uomini per casi di estorsione consumati nella città foggiana. "È solo la seconda volta che la magistratura riconosce la presenza del metodo mafioso nel mondo della malavita viestana" si legge nell'articolo della medesima testata giornalistica.

L'associazione FAI antiracket è parte civile nel processo a carico di tre persone. Sono stati inflitti anni 7 di reclusione ed euro 2.600 di multa per L.N. (in primo grado 6 anni), anni 6 mesi 8 ed euro 2.000 per G.N. (in primo grado 6 anni), anni 3 e mesi 4 ed euro 1.000 previo riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche sulla contestata aggravante per G.P. (in primo grado 5 anni). Lo si legge sul sito dell'emittente radiofonica "OndaRadio".

La FAI esprime soddisfazione per la svolta del processo. É l'occasione per ribadire la necessità di denunciare le forme di estorsione ai danni dei numerosi operatori economici del circondario.