Un pentito svela il piano della camorra per uccidere Giovanni Zara, ex sindaco di Casapesenna

La dichiarazione del coordinatore regionale della FAI, Luigi Ferrucci, sulla vicenda

 


“Perché naufragò il piano?” A questa domanda del pm Maurizio Giordano il pentito Barone dichiara: “Non agimmo più perché Zara probabilmente durante un comizio per le elezioni convocate dopo la sua caduta fece alcune dichiarazioni contro alcuni consiglieri comunali che lo avevano sfiduciato, dicendo che erano guidati dal clan Zagaria. Uscirono così degli articoli di stampa e lui divenne noto, sicchè fu impossibile portare a termine l’azione; la stessa sarebbe stata immediatamente ricondotta a noi”. 

«In questa dichiarazione vi è la spiegazione dell'importanza della rete antiracket e anche la giusta scelta di schierarsi apertamente e denunciare il malaffare e i soprusi della criminalità organizzata» afferma Luigi Ferrucci, Coordinatore delle associazioni FAI antiracket e antiusura della Campania, nonché Vicepresidente nazionale della FAI e Presidente dell'associazione FAI di Castel Volturno. «Quando, invece, si subisce in silenzio e ci si isola, ciò può rendere una persona facile bersaglio a differenza di coloro che si affidano allo Stato ed alla rete delle associazioni antiracket fatta di persone che hanno dovuto fronteggiare i propri taglieggiatori e che hanno acquisito col tempo un "modus operandi" che garantisce la migliore assistenza a chi decide di denunciare. Spesso è la stessa società civile, in alcuni contesti, ad isolare chi denuncia. L'avvocato Zara - aggiunge Ferrucci - continuerà ad essere sostenuto ed accompagnato dalla FAI in questa impegnativa esperienza processuale».