Siracusa, dopo gli attentati il corteo per la legalità: giovedì 30 novembre cittadini e associazioni in strada

Martedì 28 il Presidente nazionale della FAI Tano Grasso incontra il Commissario Cuttaia

 

L'ultima bomba carta che ha scosso la tranquillità di Siracusa è solo di qualche giorno fa. L'ennesimo episodio che si aggiunge ad altri fatti che destano paura e tensione nella città siciliana.

Un escalation criminale ai danni di imprenditori e commercianti. Ma non solo: anche l'automobile del sindaco è stata incendiata. Una recrudescenza che si registra anche in un periodo particolare, quello pre-natalizio, solitamente il più delicato per gli operatori del commercio che devono fare i conti con un aumento delle richieste estorsive da parte dei criminali proprio per l'avvicinarsi del Natale e, quindi, di un numero maggiore di acquisti da parte dei consumatori.

Quanto sta accadendo a Siracusa in queste settimane è sotto la lente di ingrandimento delle forze dell'ordine, della Prefettura e di tutti gli organi competenti in merito alla sicurezza e all'ordine pubblico. Nulla è dato per scontato e tutte le piste sono aperte. Si raccolgono indizi, si collegano i fatti e si cerca di capire se esiste una matrice comune per quanto accaduto. Si capiranno i motivi e soprattutto si comprenderà se esiste un legame con le forze mafiose attive nel circondario.

C'è paura ma anche tanta rabbia. Lo si intuisce dalle parole del proprietario di un pub colpito da un attentato il mese scorso. Appellandosi ai colleghi commercianti invitava a una serrata dei negozi per scendere in strada e farsi ascoltare. Proprio per dimostrare che la Siracusa degli onesti esiste ed è più forte è stato organizzato per giovedì 30 novembre 2017 un corteo. Iniziativa che partirà alle 16 con il concentramento in piazza Santa Lucia e procederà fino alla Prefettura dove sarà consegnato un documento al rappresentante di governo. L'evento, organizzato da varie realità associative siracusane, è sostenuto dalle associazioni della FAI che operano in città. Paolo Caligiore, esponente della FAI, specifica di aver incontrato i commercianti interessati dai fatti, di aver portato la solidarietà della Federazione che da anni si batte per il contrasto alle pratiche del "pizzo" e dell'usura specie nei contesti dove i sodalizi criminali di stampo mafioso si sono particolarmente sviluppati. Martedì 28 novembre il Presidente nazionale della FAI, Tano Grasso, incontrerà in città Domenico Cuttaia, Commissario straordinario del Governo per le iniziative antiracket e antiusura. Si discuterà di quanto accaduto. All'incontro parteciperanno anche i dirigenti delle associazioni antiracket impegnate sul territorio siracusano al fianco dei commercianti e degli imprenditori che decidono di denunciare le estorsioni e i fatti criminali.

"Noi confidiamo nel lavoro delle forze di polizia e degli inquirenti" afferma Paolo Caligiore. "Stiamo lavorando, come associazioni antiracket, a stretto contatto con loro, gli incontri sono quasi quotidiani". E aggiunge: "La cosa positiva è che si registra una voglia di ribellarsi da parte della gente". Ma l'appello è proprio ai commercianti: "Chi paga deve denunciare e aiutare i colleghi che stanno subendo" specifica, sottolineando che lo scopo delle associazioni della rete FAI è proprio quello di sensibilizzare gli operatori alla denuncia. Dopo agli attentati, spiega ancora Caligiore, nessuno si è presentato dai commercianti per richieste estorsive: circostanza anomala che fa immaginare che chi sta agendo lo fa probabilmente per affermare il proprio potere sul territorio di cui vuole mantenere il controllo per varie attività illecite. "Noi riteniamo che l'unico modo per liberarsi di tutto ciò è la denuncia. C'è una situazione di preoccupazione ma siamo anche tranquilli perché forze di polizia e associazioni stanno lavorando e noi aspettiamo sviluppi".

Intanto nei giorni scorsi è scattata l’operazione “Setaccio” da parte dei Carabinieri del Comando Provinciale di Siracusa su tutto il territorio cittadino con una serie di provvedimenti e misure importanti. Una prima risposta ai fenomeni che si sono succeduti in questi mesi di particolare tensione in una città che ha conosciuto, negli anni scorsi, gruppi criminali "storici" ormai decapitati dal decisivo intervento della magistratura.