Lettera di Benedetto Gianlombardo, Salvatore Barresi, Felice De Natale dell'associazione antiracket Fonte di Libertà

La solidarietà dopo l'articolo di Attilio Bolzoni su Repubblica

 

Gli scriventi soci fondatori dell’associazione antiracket Fonte di Libertà, Gianlombardo Benedetto (presidente), Felice De Natale (vice Presidente) e Salvatore Barresi (segretario), già vittime del reato estorsivo organizzato da componenti affiliati alla famiglia mafiosa “Cosa Nostra Barcellonese”, ex sentenza di primo grado e di Corte di Appello di Messina, nel processo scaturito dall’inchiesta denominata “MUSTRA”. Tra i mafiosi arrestati nella suddetta inchiesta figurano: il mandante delle estorsioni Nunziato Siracusa, boss di Terme Vigliatore (ME), il quale dopo la condanna inflitta a 10 anni, decide di collaborare con la giustizia; l’esecutore materiale delle stesse, Salvatore Campisi anch’esso condannato in via definitiva decide di collaborare con la giustizia; altresì vengono tratti in arresto anche Salvatore Foti, tuttora recluso e figura di alto spessore criminale della città di Barcellona Pozzo di Gotto e Carmelo Maio condannato in via definitiva a 10 anni nel processo “Mustra” ed alla pena dell’ergastolo nel primo grado del processo Gotha IV per l’assassinio del boss di Mazzarrà Sant’Andrea (ME) Ignazio Artino. Essendo liberi imprenditori, cittadini della nostra amata Sicilia, nel 2011 “causa” le nostre denunce, siamo stati al centro, in qualità di vittime e testimoni, di un processo di Mafia, delicato e al centro di una forte visibilità mediatica. La denuncia perpetrata da Gianlombardo Benedetto il 30 Agosto del 2011, consente gli arresti dei malviventi in flagranza di reato, da allora i più importanti soggetti criminali tra i 16 arrestati sono stati sempre in carcere, questo anche grazie alle denunce rivolte ai medesimi soggetti da Salvatore Barresi (3 Settembre 2011) e Felice De Natale (dicembre 2011) abbiamo registrato una grande celerità dello Stato, volta a celebrare il processo in primo grado presso il Tribunale di Barcellona P.G. ed in appello presso la medesima Corte di Messina. Abbiamo altresì registrato e siamo testimoni di una concreta vicinanza da parte di tutti i rappresentanti delle forze dell’ordine di ogni comparto e grado della provincia di Messina ed in particolare del distretto Giudiziario di Barcellona P.G. Stesso rapporto di fiducia e di vicinanza si è creato con i rappresentanti pro tempore della Procura della Repubblica di Barcellona P.G. e della Procura D.D.A. di Messina.   Non vogliamo riportare in questa missiva le personali angosce, le ansie, le paure e le tensioni familiari, per la delicatezza del percorso intrapreso, ci piace invece ancora ribadire la prontezza, l’efficienza e la straordinaria solidarietà, che lo Stato Italiano ha riservato alla nostra vicenda giudiziaria ed umana. Il giorno stesso della traduzione in carcere dei mafiosi, che ci volevano sottomettere al rateo ed alle “regole” del Pizzo, lo scrivente Gianlombardo Benedetto incontra e conosce la F.A.I. per il tramite del Presidente Giuseppe Scandurra, proprio nell’ufficio del Capitano al comando della Compagnia dei Carabinieri di Barcellona P.G. Di lì a poco, nel giro di poche settimane, abbiamo il piacere di conoscere Tano Grasso assieme a tantissimi altri rappresentanti territoriali delle associazioni antiracket Fai siciliane, pugliesi, napoletane… è doveroso sottoscrivere che siamo entrati a far parte di “una famiglia”. Ribadiamo essere la stessa costituita da tantissime persone vere, sincere, leali, persone per bene, volontari di una libertà possibile, ancora di più se sviluppata in rete.  Con Tano Grasso abbiamo partecipato ad innumerevoli iniziative pubbliche, svoltesi in Sicilia, in Campania, in Puglia. Di queste molte erano organizzate nell’ambito dei progetti P.O.N. Sicurezza Obiettivo Sud. Lo scrivente Gianlombardo Benedetto ha avuto il piacere e l’onore di esporre i propri prodotti tipici siciliani (prodotti dolciari) a Roma nella sede dell’Ambasciata della Gran Bretagna in Italia, innanzi l’Ambasciatore Prentice, ed innanzi una folta platea costituita da importanti figure Istituzionali dell’Italia e della Gran Bretagna. In questa giornata si è svolta la cerimonia di presentazione della guida al consumo critico tradotta in lingua inglese, nella quale sono inserite migliaia di aziende di tutto il Sud Italia “pizzo free”. Abbiamo avuto il piacere e l’onore di partecipare ad una Fiera della Legalità denominata “Aria Aperta” svoltasi nella citta di Barcellona P.G. (ME). Vi sono stati, si ripete, tantissimi altri appuntamenti condivisi con Tano Grasso, Giuseppe Scandurra e tutto il mondo della Fai, che ci hanno fatto crescere senza alcun dubbio, umanamente e socialmente. Nondimeno grazie alla Fai ci siamo formati molto per esempio rispetto a come si fronteggiano episodi di denunce da parte di vittime di estorsione… partecipando a seminari, riunioni ed assemblee organizzate dalla Fai. Questi anni in frequentando il movimento antiracket Fai sono stati infine e soprattutto momenti utilissimi a distrarci dalle paure ed ansie dettate dalle udienze processuali… ma si aggiunge che di fatto hanno consentito noi a “non restare soli”. Il giorno della testimonianza dello scrivente Gianlombardo Benedetto, che è durata circa 3 ore presso il Tribunale di Barcellona P.G., nei posti riservati al pubblico c’era un copioso numero di amici della Fai, presidenti di associazioni, testimoni di giustizia, forze dell’ordine, cittadini comuni, rappresentanti politici, ma in prima fila ed al primo banco c’era anche Tano Grasso e con se tutta la storia ventennale della Fai da Capo d’Orlando fino ad oggi. E’ inutile negare la grande tensione dei mesi precedenti a questa testimonianza, la paura di dover additare uno ad uno tutti gli imputati presenti in aula ad un passo di distanza… sono momenti indescrivibili, che non si dimenticheranno mai, e che ti cambiano la vita. La forza data dalla presenza dei miei familiari e del mio avvocato è stata certamente importante. Altresì la presenza di Tano Grasso e di gran parte della Fai in aula, al fine di favorire pacatamente il buon esito della mia deposizione è stata sicuramente la causa più forte e trainante a consentirmi di relazionare una testimonianza precisa e ferma. E’ stato un grande giorno sarò sempre grato a Tano Grasso per la forza che è riuscito a darmi con la sua presenza. Ringrazieremo sempre tutta la Fai, il presidente Scandurra e Tano Grasso per questo nostro percorso fatto insieme, che ripetiamo, ci ha consentito di non “rimanere soli, non è retorica o il titolo di un libro… è semplicemente la realtà da noi vissuta. Nello stesso tempo tutto ciò ci ha consentito di avviare una associazione antiracket nel nostro comune di Terme Vigliatore che oggi conta circa 25 imprenditori associati (in un piccolo Comune di circa 7.000 abitanti), tra i quali diversi che dopo il nostro esempio del 2011, nel 2014 hanno sporto denunce alle autorità, rispetto ad estorsioni subite e messe in atto dalla criminalità organizzata locale, nell’ambito dell’inchiesta GOTHA 5. Le persone si giudicano dai fatti, a nostro parere. L’articolo apparso sul giornale “La Repubblica” a firma di A. Bolzoni del 10 Maggio 2017, ci ha lasciati amareggiati. Non parla di fatti, ma solo della idea che il giornalista si è fatta, rispetto all’attività della Fai ed alla gestione delle risorse comunitarie. Chiaramente non condividiamo neanche un rigo di quanto scritto e non condividiamo neppure la “ratio” dello stesso. I movimenti che sono ascritti alla macro voce della “cosiddetta anti mafia” fisiologicamente sono costituiti da persone che vi stanno dentro per “naturalis conditio”, proprio come noi scriventi vittime di mafia e testimoni di giustizia, o come la grandissima figura di Libero Grassi, che anche “post mortem” riesce a tramandare molti insegnamenti a tutta la classe imprenditoriale italiana. Parimenti gli stessi, vengono animati e costituiti da tanti uomini e donne, che si avvicinano e fanno volontariato perché credono in una società migliore e libera dalle mafie. Si è convinti e si afferma, che per costruire un percorso di libertà strutturato, efficiente e che abbia una copertura a carattere nazionale, poiché la rete più ampia è e più forte è, bisogna che si destinino delle risorse finanziare a tal uopo. Non è sacrilegio, non è il male gestire ed avere a disposizione delle risorse e spenderle nei canoni circoscritti dalla legge statale e comunitaria. Ciò è semplicemente un valore aggiunto e come è ovvio deve condurre ad obiettivi tangibili per la società, per le comunità territoriali. Tali obiettivi devono essere raggiunti e l’amministrazione pubblica ne deve avere il rendiconto ed il controllo legale e strutturale. In qualsiasi altro Stato membro della Europa è un fatto naturale che percorsi di crescita, di studio e di aggregazione sociale, siano seguiti ed incentivati dall’impulso di risorse finanziarie.

Benedetto Gianlombardo, Salvatore Barresi, Felice De Natale, associazione antiracket Fonte di Libertà.