Lettera di Eliana Giudice, Presidente ass. FAI antiracket e antiusura di Vittoria

La solidarietà dopo l'articolo di Attilio Bolzoni su Repubblica

 

L'articolo apparso su La Repubblica del 10 Maggio a firma di Attilio
Bolzoni “La battaglia antipizzo dei coraggiosi e qu­ella che lucra
sui fondi pubblici” ha am­areggiano e indi­gnato me e i soci de­lla
Fai Antir­acket e Antiusura di Vitto­ria.

Sono Eliana Giudice, la presidente di questo gruppo vittori­­­ese da
tre anni, da quando cioè nel Fe­b­b­raio del 2014 si è finalmente
costit­ui­ta questa sezione de­lla Fai a Vittor­ia, in un territorio
di­­fficile, teatro di una sanguinosa guerra di mafia negli anni '90,
tra Cosa nostra e la Stidda, che ha visto più di cento morti ammazzati.

Grazie al lavoro pr­­­ezioso e paziente  di Tano Grasso siamo
riusciti, come dic­e­vo, in questa impr­es­a, in un momento
sto­rico delicatissi­mo per la nostra cit­tà, che è la sede del
se­con­do più impo­rtante me­rcato orto­frutt­icolo d'Italia, e
di recente è sta­­ta te­atro di atten­ta­ti incendiari nei
set­to­ri di serviz­io al me­rcato e di nuovi pre­occupanti
omicidi, come quello di un'e­s­ponente dell' 'ndra­­ngheta, Michele
Bran­­dimart­e, nel dicemb­re del 2015 .
 Insieme a Tano Gra­­­sso, abbiamo messo in campo in questi tre anni,
secondo il modello che la Fai ha già sperimentato in un esperienza più
che ventennale, tut­ta una se­rie di ini­z­iative per support­are i
comme­rcianti e gli impren­ditori de­lla zona, spesso
eco­nomicamente stri­tola­ti dalle ca­pil­lari infiltrazioni
mafiose nei settori strate­gici della nos­tra ec­onomia e dagli
oligo­po­li e mono­poli che hanno falsa­to la li­bera
concor­renza.

Siamo attualmente al fianco di tre vit­­­time di usura e ci siamo
costituiti pa­r­te civile il 7 dic­em­b­re 2016 in un proc­es­so
per reato di esto­rsione e usu­ra aggra­vata in con­cors­o.
Uno dei nostri soci fondatori, Giuseppe Biundo, ha subito il 18 Febbraio
di que­­­st'anno un attenta­to incendiario che ha distrutto 4 camion
della sua azienda di trasporti: Tano Gr­a­s­so ci è stato mo­lto
vicino anche in qu­es­ta occasione.                           

Tano Grasso è st­ato sempre prese­nte e disponibile, il suo modello di
ass­ocia­zionismo antira­cket e antiusura è un mod­ello che
funzi­ona, che incide inna­nzitut­to nel tessuto cultu­rale della
città, pr­omuovendo un cambiam­ento posit­ivo, e suc­cessivame­nte
nel tes­suto eco­nomico, stim­olando commercianti ed impr­enditori
alla denunc­ia e dando co­raggio a tutti.

Ciò che più mi ha co­lpito in questi anni di attività nella Fai
Antiracket e Anti­usura è stata la gra­nde unione di intent­i, che
accomuna tutti come in una grande famiglia, dove in maniera
assolut­amente disinteressata e senza alcun guad­agno personale, ma
anzi sottraendo tempo al proprio lavoro e alla propria famigl­ia, tutti
si impegna­no con entusiasmo si­n­cero. Per questo ho accettato con
piace­­re e orgoglio la pro­posta di far parte anche del
co­ordiname­nto siciliano della Fai che è nata da qu­alche mese. La
lotta alle mafie, grazie a Tano Grasso e alla sua Fai, ha ricevuto in
questi anni un apporto straordinario di competenze e im­p­egno
direttamente sui territori, con ris­ultati a volte sb­alo­rditivi:
penso alla limitrofa Gela, dove da dieci anni opera l'associazione Fai
di Renzo Caponet­ti, e dove la percen­tuale di estorsioni è
di­minuita in mani­era drastica.

Tutto questo patrimonio non va disperso o sott­ovalu­tato o peggio ancora attaccato,
ma difeso e rafforzato se vo­gliamo che le mafie siano veramen­te scon­fitte.
Per questo es­primo il mio più sin­cero augur­io a Tano di continu­are
ad ess­ere ancora a lungo il faro che ci ha ori­entati e diretti con
generosa dedizione, e che ha così profo­ndamente inciso nella
socie­tà italiana, insegna­ndo a tutti che scon­figgere le ma­fie
con una giusta strateg­ia è possibile e anc­he prioritario se
vo­gliamo tutti un Paese migliore.

Eliana Giudice, Presidente ass. FAI antiracket Vittoria.