Lettera di Lucia Brandi, Presidente associazione FAI antiracket-antiusura Roma AGISA Onlus

La solidarietà dopo l'articolo di Attilio Bolzoni su Repubblica

 

“La battaglia dell’antipizzo dei coraggiosi e quella che lucra sui fondi pubblici” di Attilio Bolzoni, Repubblica 10 maggio 2017.

Possono le parole di un giornalista pubblicate su un quotidiano distruggere l’onore e la reputazione di una persona, e con esso la storia e l’efficacia del movimento creato con impegno e dedizione negli anni, sempre mettendoci la propria faccia?   Su questo c’interroghiamo noi Associazioni Antiracket e Antiusura dalla pubblicazione dell’articolo, dove la persona di Tano Grasso e la FAI Federazione Antiracket e Antiusura vengono dipinti in modo dispregiativo, non rispondente al vero.   Forse per il giornalista è stato sufficiente ascoltare una sola campana, quella del componente del movimento “che ha fatto deflagrare il caso” per cogliere la ghiotta opportunità di un articolo “rivelatore” e sensazionalistico. Non ha ritenuto sufficienti le indagini della Commissione Parlamentare Antimafia e della Corte dei Conti i cui risultati hanno provato che la gestione del PON  da parte della FAI è stata corretta e trasparente.   Questo spiacevole episodio mette a serio rischio anche la credibilità di tutte le settanta Associazioni facenti parte della FAI, dal Lazio alla Sicilia, che in questi anni hanno aiutato e sostenuto vittime e potenziali vittime, sempre e solo gratuitamente. Hanno dimostrato che uniti si può vincere la paura e  opporsi alle pratiche mafiose, denunciando senza pericolo. Se viene meno la loro credibilità, chi si rivolgerà più a loro per trovare il coraggio di denunciare? Di contro troveranno maggiori opportunità proprio le organizzazioni criminali.   Nella Regione Lazio siamo in quattro a far parte della FAI, condividiamo il metodo, lo spirito e l’azione. Assistiamo principalmente le vittime di usura, talvolta anche di estorsione, con l’impegno di professionisti qualificati e formati. Accompagniamo le vittime alla denuncia, le supportiamo psicologicamente, le assistiamo nei procedimenti penali, li affianchiamo con le nostre costituzioni di parte civile, li sosteniamo nel percorso di reinserimento nell’economia legale.  Nessuna persona ha mai pagato un euro.   In particolare noi di AGISA Onlus gestiamo uno Sportello di aiuto nel territorio del VII Municipio di Roma Capitale da quando, nel 2002 Tano Grasso, allora consulente antiusura del Comune di Roma, ravvisò la necessità di istituire presidi di legalità, gestiti nella massima economia, che informassero la cittadinanza dei pericoli dell’usura e dell’estorsione, e la possibilità di poterne uscire, se coinvolti. Ci formò, noi professionisti, nell’ottica che aiutando le vittime dei reati di usura ed estorsione si aiuta tutta la comunità, e si contribuisce a combattere i fenomeni mafiosi.   Non possiamo permettere che si squalifichi il lavoro svolto in tutti questi anni, che si sminuscano le competenze acquisite, che le persone non si rivolgano più a noi perché ritenuti facenti parte dei “soliti noti”. Siamo pronti a metterci la faccia.

Lucia Brandi, Presidente FAI Antiracket Antiusura Roma AGISA Onlus.