Lettera di Franca Evangelista, vedova di Gaetano Giordano, vittima del racket

La solidarietà dopo l'articolo di Attilio Bolzoni su Repubblica

 

In merito all’articolo apparso sul quotidiano La Repubblica del 10 maggio 2017 a firma di Attilio Bolzoni.

Così per essere chiari (ma con rispetto). Gela 10 Novembre 1992. Mio marito, Gaetano Giordano, viene ucciso per non aver pagato il pizzo. In quei giorni dove non comprendi l’accaduto, e vivi in una bolla di terrore, ho conosciuto personalmente Tano Grasso, che per altro seguivo per le vicende di Capo D’Orlando. Da subito ho compreso che il suo modo di agire si confaceva perfettamente con il mio pensiero, ormai confuso e carico di paura. Vero sostegno psicologico di noi vittime, ci ha insegnato a pretendere l’ascolto da parte delle istituzioni, sempre troppo lontane dal cittadino e, con la nascita dell’associazione  antiracket qui a Gela, ha contribuito a rafforzare questo rapporto cittadino-istituzioni. Associazione Antiracket, quasi utopia in una regione come la Sicilia dove la cancrena mafia dettava legge. Queste associazioni ormai sparse ovunque, hanno contribuito a dare un valore aggiunto al desiderio di denuncia e, alla voglia di riscatto, di chi, prima, non aveva il coraggio di farlo perché troppo solo. Si, perché la solitudine in quei frangenti, o uccide la dignità, o ti uccide fisicamente. Questa realtà gelese non ha più timore di denunciare, siamo un’Associazione Antiracket voluta fortemente da noi cittadini e da Tano Grasso, l’ideatore di questa forma di volontariato di società civile per proteggere se stessi e le città Tano Grasso e la sua idea di associazionismo antiracket, è stato ed è il collante che rende noi associati una forza che assieme allo Stato si contrappone all’antistato. Tano Grasso con le Associazioni Antiracket, è riuscito ad innalzare quella barriera di forza e volontà che contrastando sconforto e impotenza, aiuta le vittime a RIPARTIRE con fiducia, anche dopo un grave lutto. Da venticinque anni a questa parte, lo Stato lavora per formulare leggi opportune a tutela delle vittime, e pene adeguate per i malfattori, tutto questo probabilmente non avrebbe avuto sollecita attuazione, se Tano Grasso non avesse fatto da tramite, per spiegare agli organi di competenza, la disperazione di chi aveva sofferto le minacce, magari perdendo la propria attività se non addirittura la vita. Oggi l’evidenza ci dà ragione, i risultati dell’Associazione Antiracket di Gela sono sotto gli occhi di tutti, siamo una società civile più sicura, più attenta al territorio, più responsabile, e Gela, con l’Associazione Antiracket Gaetano Giordano è pronta a battersi assieme allo Stato per il rispetto delle regole, abbiamo avuto un buon maestro, che con impegno e fermezza ci ha sostenuto, Tano Grasso. Grazie per l’attenzione.

Franca Evangelista Giordano, Presidente Onorario dell’Associazione Antiracket di Gela
, genovese di nascita ma siciliana nel cuore, di questa qualità di Sicilia.