Villaricca, estorsione da 70mila euro al titolare di un bar: "Profondamente intimorito"

Tra gli indagati anche il capo di un gruppo criminale attivo nel napoletano

A Villaricca, in provincia di Napoli, tre persone sono state raggiunte da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, per aver preteso dal titolare di un bar il pagamento di 70mila euro minacciando ritorsioni violente anche nei confronti dei familiari, ottenendo la somma raccolta a fatica dalla vittima con la vendita di un'auto e ricorrendo ad alcuni prestiti. 

Tra questi anche W.M., 28enne ritenuto capo dell'omonimo gruppo criminale emergente e attivo nel rione Don Guanella di Napoli, protagonista di recenti lotte intestine per il controllo del territorio, in particolare per la "guerra" dichiarata allo storico clan Lo Russo.

Le indagini sono state affidate al G.I.C.O. del Nucleo di Polizia tributaria di Napoli che, grazie a intercettazioni telefoniche e video, ha incastrato i tre indagati i quali più volte si erano recati nei locali dell'attività commerciale e nell'abitazione della vittima richiedendo il pagamento di 70mila euro. In un primo momento la vittima aveva tentato di far intervenire in suo favore alcuni «intermediari» ma, fallito ogni tentativo di mediazione e pressato dalle insistenti minacce, ha pagato la somma di denaro estorta. La somma è stata poi equamente divisa tra i due gruppi criminali che avevano realizzato l'estorsione, cioè il gruppo facente capo a W.M. e il clan Ferrara-Cacciapuoti, attivo nel territorio di Villaricca.

La vittima dell'estorsione, racconta il procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli, «evidentemente in stato di profonda intimidazione, non ha sporto alcuna denuncia e ha collaborato parzialmente con gli inquirenti solo a seguito dell'accertamento dei fatti mediante le intercettazioni telefoniche».

In un contesto come quello sopradescritto resta fondamentale la presenza delle associazioni antiracket e antiusura che, con il loro operato e iniziative, incoraggiano e stimolano le denunce da parte delle vittime oltre a sensibilizzare i cittadini al consumo critico. La FAI esprime soddisfazione per il lavoro svolto dagli inquirenti nella delicatissima e costante lotta ai fenomeni del racket e dell'usura.