Usura, a Vicenza un imprenditore tradito dal commercialista di fiducia: la FAI sarà parte civile

Lo annuncia il Vicepresidente nazionale della FAI, Renato De Scisciolo: "grazie alle forze dell'ordine"

Due arresti per usura sono stati eseguiti a Vicenza. Ancora un colpo inferto all’illegalità e un passo avanti nella lotta contro l’usura.

Grazie al lavoro e all'assistenza alle vittime di usura assicurata dalla F.A.I. Puglia, coordinata dal Vicepresidente nazionale della Federazione Renato De Scisciolo con l’ausilio dell’ufficio legale, e soprattutto grazie a un sistema di indagini complesse avviate nell’ottobre del 2016 a seguito della denuncia di un imprenditore veneziano, il Nucleo di Polizia Tributaria di Venezia ha eseguito un’ordinanza emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Vicenza con cui sono stati disposti gli arresti domiciliari per il reato di usura nei confronti di una donna di origine messinese residente a Loria (Treviso), ed un commercialista residente a Bassano del Grappa (Vicenza). 

Inoltre sono stati eseguiti undici perquisizioni locali e personali nei confronti dei due soggetti attinti dalle misure cautelari, nonché di altri cinque indagati, a vario titolo, per estorsione e favoreggiamento reale: tra questi anche due avvocati veneziani. Dalle indagini risulta che un imprenditore veneziano aveva fatto ricorso a prestiti con tassi usurai per cercare di salvare dal tracollo la propria società e aveva ricevuton così la somma pari a 500mila euro e di fatto ne ha restituiti 780mila. A indirizzare l’imprenditore verso tali prestiti era stato però il suo “commercialista di fiducia” che lo aveva messo in contatto con la coppia dedita alla concessione di somme a tassi usurari. La vittima – che già in precedenza era stato beneficiario del fondo antiusura a seguito di analoghi episodi usurari di cui era stato vittima, in relazione ai quali il Tribunale di Venezia aveva condannato i responsabili – nell’impossibilità di fronteggiare la restituzione del prestito e diventata oggetto di gravi tentativi di estorsione, si è rivolta alla Federazione Nazionale Antiracket che lo ha accompagnato a denunciare il tutto presso gli uffici della Guardia di Finanza.

L'associazione FAI antiracket Molfetta continuerà a sostenere la vittima che sarà seguita dall’avvocato Maurizio Altomare che annuncia l’intenzione di costituirsi parte civile nel processo. Altresì si conferma la nascita di una nuova associazione antiracket nel territorio di Padova per contrastare tali fenomeni. La FAI ringrazia e si congratula con le forze dell’ordine, in particolare con le Fiamme Gialle di Venezia, assieme alla Procura della Repubblica di Vicenza, per le indagini e l’operazione eccellentemente portata a termine. Sono questi i risultati che confermano il valore del lavoro svolto con costanza e discrezione dalla FAI Puglia sempre pronta ad accogliere le vittime verso un passo, quello della denuncia, delicato ma soprattutto efficace.


Chiudi la versione stampabile della pagina e ritorna al sito