Normativa antiusura, a Gela il confronto per combattere il fenomeno: "L’usura uccide doppiamente"


 

L'associazione FAI antiracket di Gela, insieme a l'SDLcentrostudi, ha promosso il convegno “Banca-usura e crisi d'impresa”.

Una sala gremita per l’iniziativa che si è svolta nei locali dell’Associazione Antiracket Gaetano Giordano di corso Vittorio Emanuele. Presenti numerose autorità. C’erano Piero Calabrò, ex Magistrato e Presidente di Sdl Centrostudi; il Colonnello Luigi Macchia Comandante Provinciale della Guardia di Finanza;  Lirio Conti,  Gip presso il Tribunale di Gela e Giuseppe Scandurra, Presidente Nazionale della Fai. Si è fatto il punto sul fenomeno usura e sui diversi problemi che interessano gli imprenditori locali, soprattutto in un periodo in cui, in città, l’occupazione è ferma. “L’usura uccide doppiamente – ha detto Piero Calabrò - Abbiamo una legge antiusura attiva da un ventennio ma attualmente poco conosciuta. Bisogna sempre rivolgersi alle forze dell’ordine e alla magistratura – ha aggiunto – perché solo attraverso questo percorso, si riuscirà a dare un nome ed un volto a chi rovina intere famiglie”. I lavori sono stati introdotti e moderati da Renzo Caponetti, presidente del coordinamento regionale antiracket Sicilia. “Bisogna aprire gli occhi – ha detto Caponetti – il fenomeno dell’usura bisogna affrontarlo con le giuste attenzioni. E’, a differenza dell’estorsione, un fenomeno invisibile. Noi non vediamo chi presta soldi a strozzo e rovina intere famiglie ed imprenditori. A Gela, purtroppo – ha aggiunto – il fenomeno c’è e noi come associazione lo stiamo monitorando, grazie al contributo delle forze di polizia e della magistratura. Indagini hanno appurato che l’usura è fortemente pregnante soprattutto nell’entroterra nisseno”. Ai lavori ha partecipato, tra gli altri, anche Lirio Conti, GIP presso il Tribunale di Gela. “Dispiace sottolineare – ha detto – che ci sono poche denunce di usura a Gela, a differenza di quelle estorsive. Ecco – ha aggiunto – bisogna lavorare sotto questo aspetto, invitando le vittime a denunciare. A Gela è presente un’associazione che raccoglie le denunce. L’invito è quello di evidenziare i soprusi. Perché solo attraverso le denunce, si può arrivare a sconfiggere il fenomeno dell’usura”. Il comandante provinciale della Guardia di Finanza di Caltanissetta, il colonnello Luigi Macchia è stato chiaro: “l’usura è uno di quei fenomeno più subdoli che possano esistere. Da un lato c’è chi vorrebbe aiutarti, prestandoti dei soldi, dall’altro c’è che chi ti ha aiutato, poi pretende una percentuale altissima. Ed allora, sotto questo aspetto, è assolutamente consigliabile non fidarsi. E bisogna denunciare”. Tra i presenti all’incontro, molto partecipato e sobrio, c’erano anche sindaco di Gela, Domenico Messinese; il vicario del Prefetto di Caltanissetta, Baldassare Ingoglia; il presidente del Tribunale di Gela, Paolo Fiore; il questore di Caltanissetta, Giovanni Signer; il comandante provinciale dei Carabinieri di Caltanissetta, Gerardo Petitto; il comandante del Reparto Territoriale die Carabinieri di Gela, il maggiore Antonio De Rosa; il comandante della Guardia di Finanza di Gela, capitano Massimo Devito e il comandante della Polizia Municipale di Gela, Giuseppe Montana. Presenti anche i presidenti dell’ordine degli avvocati e dei commercialisti. Tra i partecipanti, in tanti sono giunti da altre sedi siciliane.