Bari, le condanne nel processo “Domino”: l'associazione FAI Molfetta è parte civile

Accusati di vari reati tra cui estorsione e usura. «Fronte comune contro l’illegalità»


Ventotto anni di reclusione, questa la pena inflitta in continuazione per il boss barese Savino Parisi secondo il dispositivo di sentenza del Tribunale di Bari nell’ambito del processo scaturito dall’operazione denominata “Domino”.

Un’operazione che aveva visto gli uomini del GICO di Bari, nel dicembre del 2009, impegnati in centinaia di arresti sul territorio barese a carico di affiliati a una cosca mafiosa pugliese riconducibile ai clan Parisi e Stramaglia e che avevano dato vita a un sodalizio criminoso ramificato anche nei comuni di Valenzano, Adelfia, Cassano, Acquaviva della Fonti, Gioia del Colle e con influenze sino in territorio tarantino. Tra i capi di accusa soprattutto quelli di estorsioni, l'usura e lo spacco di droga.

Nel corso del processo era stata in precedenza accolta la richiesta dell’Associazione Provinciale Antiracket Antimafia di Molfetta, rappresentata dall’avvocato Angela Maralfa, di costituirsi parte civile nel procedimento che vedeva imputati quarantasette del totale degli arrestati durante l’operazione, accusati di vari crimini tra cui quelli di associazione per delinquere di stampo mafioso, usura, abusivo esercizio di attività finanziarie, reati contro persone e patrimoni, traffico di stupefacenti, turbativa d’asta con estorsione.

Le altre condanne lette prevedono la reclusione per: Carvutto Giacinto a sette anni; Iandolo Nicola a dieci anni e sei mesi; Lazazzara Pasquale a cinque anni; Lovreglio Battista a nove anni; Radogna Matteo a sei anni e un mese; Settanni Nicola a due anni e due mesi; Spinelli Luigi a sette anni e sei mesi; Zefferino Antonio Paolo a sette anni e sei mesi.

«Siamo fieri del risultato raggiunto, siamo fieri del lavoro svolto finora da parte della Forze dell’Ordine e della Magistratura che hanno assicurato alla giustizia dei criminali che per troppo tempo hanno padroneggiato su territorio barese e non solo» ha detto Renato De Scisciolo, vicepresidente nazionale della FAI. «È una vittoria importantissima, per cui voglio anche complimentarmi con il nostro ufficio legale, che rafforza l’impegno su quello che deve essere un fronte comune contro l’illegalità».