Alla Fiera del Levante la quarta edizione del Premio della Legalità

La testimonianza dell’imprenditore Mario Caniglia

Si è appena conclusa la quarta edizione del Premio della Legalità, organizzato nell’ambito della Fiera del Levante, presso il padiglione della FAI (162,163), che da sabato 12 settembre è impegnata a Bari in un’opera di sensibilizzazione e diffusione alle tematiche della lotta al racket e all’usura.  In una sala gremita di ospiti, insieme agli operatori economici, alle forze dell’ordine, alle istituzioni e ai presidenti delle associazioni antiracket provenienti da tutto il territorio nazionale, c’erano soprattutto loro, gli studenti.
Il primo riconoscimento è andato proprio ai protagonisti del futuro, agli studenti dell’istituto ITES di Francavilla Fontana. Ha consegnare il premio alla dirigente scolastica Maria Antonietta Todisco è stato Mario Caniglia, imprenditore antiracket siciliano, che ha poi testimoniato la sua lunga storia di coraggio. La dirigente scolastica ha ricordato la figura di Nino Caponnetto, secondo il quale ‘l’istruzione toglie erba sotto i piedi della cultura mafiosa’, spiegando la necessità di lavorare in sinergia con le associazioni antiracket e con le istituzioni, per “consentire agli studenti la possibilità concreta di maturare la cultura della legalità”.

 

L’istituto – queste le motivazioni – è stato premiato perché si è distinto in un percorso di promozione della cultura della legalità, che puntava ad indagare il tema dell’usura e del racket sui territori, attraverso un duplice punto di vista che valorizzasse le storie di vita dei protagonisti della lotta alle mafie e l’impegno dell’associazionismo antiracket, che opera nelle regioni più colpite dal fenomeno da 25 anni. Il risultato di un impegno profuso durante un intero anno di studi è stato presentato a tutti i presenti attraverso la proiezione di un documentario.

Ad essere premiati, inoltre, rispettivamente dal coordinatore regionale antiracket in Puglia Renato De Scisciolo e dal presidente della FAI Pippo Scandurra,  i pm della DDA di Bari Giuseppe Gatti e Lidia Giorgio, che in prima linea combattono per mantenere alto il baluardo della legalità. La loro è la testimonianza di un impegno quotidiano, nella vita lavorativa e privata, a difesa dei valori dello Stato e della legalità nei territori dove la criminalità organizzata è sempre una presenza infestante. Entrambi erano d’accordo su un aspetto fondamentale, ossia condividere il prestigioso riconoscimento con tutti gli uomini e le donne che quotidianamente collaborano con loro e rendono possibile gli importanti risultati raggiunti nella battaglia contro la criminalità.

“La forza del noi è l’unica cosa che possiamo mettere in campo contro la criminalità – spiega il pm Gatti – mentre la criminalità gioca con la potenza dell’io. Il noi è forte perché vive in quello che ciascuno riesce a tirare fuori e a condividere con gli altri. In questo modo la forza del noi si moltiplica e cresce”, conclude il magistrato.