Perché le mafie hanno successo: a Napoli il confronto sul libro di Isaia Sales

"Storia dell'Italia mafiosa" analizza le cause del proliferarsi delle organizzazioni mafiose nel nostro paese



Si è svolto nel pomeriggio a Napoli, nella libreria "Iocisto" in via Cimarosa al Vomero, un confronto partendo dal libro dello storico Isaia Sales "Storia dell'Italia mafiosa", che analizza gli intrecci tra mafia, politica, economia e tessuto sociale. Sales, docente di "Storia delle mafie" all'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, ha spiegato quali sono i meccanismi che nel tempo hanno dato origine ai fenomeni mafiosi e come questi sono evoluti. Una narrazione che non può non tenere conto dei fattori storici e socio-economici del nostro paese.

Con l'autore del testo, oltre al Presidente Onorario della FAI, Tano Grasso, erano presenti Davide Estate, presidente dell'associazione FAI Antiracket Vomero-Arenella 'Maurizio Estate', Nino Daniele, Assessore alla Cultura del Comune di Napoli e Nives Monda, imprenditrice e socia di 'Iocisto'. Ha moderato l'evento il direttore di Repubblica Napoli, Ottavio Ragone.


La recensione
A cura di Simona Melorio da faiBLOGantiracket

Storia dell’Italia mafiosa è un libro che non può non essere letto, perché è un libro originale, unico nel suo genere. Le mafie non sono mai state descritte come in questo testo in cui l’autore smonta tutti i luoghi comuni non con semplici esercizi dialettici, ma a seguito di attenti studi di ricerca. Dalla ricerca storica a quella giudiziaria, a quella lessicale, nulla è lasciato al caso in  questo lavoro, presentato, peraltro, il che non guasta, con la solita penna leggera e comprensibile dell’autore, che, fin dal suo “La camorre, le camorre”, ci ha abituato a leggere grandi temi con parole chiare e accessibili a tutti. Insomma, siamo di fronte ad un’opera che ha il taglio divulgativo, pur essendo a tutti gli effetti un’opera scientifica con una struttura solida e ben definita. Descriverla non è semplice perché così ricca di spunti di riflessione che il recensore rischia fatalmente di dimenticare qualcosa.Tutto il lavoro parte dal presupposto che le mafie possano essere considerate in modo unitario, pur nella loro specificità, poiché frutto di una storia comune, quella del Sud Italia da cui traggono origine. Comune è la loro origine, dunque, come pure il gergo dalle stesse utilizzate, si pensi, a tal proposito ai termini “picciotto” e “pizzo” adoperati da tutt’e tre le storiche organizzazioni criminali.Questa genesi condivisa, però, sottolinea Sales, non sta a significare che le mafie sono il frutto di particolari mutazioni genetiche dei popoli del sud. Nord e altri paesi, infatti, non sono impermeabili ad essa, come la cronaca recente ci rivela e, dunque, come l’autore argutamente sostiene, anche l’omertà e il familismo, spesso considerati quali caratteristiche delle popolazioni del sud e cause dirette della diffusione delle mafie, sono in realtà soltanto il prodotto di queste organizzazioni criminali e non sono affatto appannaggio esclusivo dei meridionali.Fuori dalle proprie terre di origine, le mafie si diffondono indisturbate, poiché dismettono l’abito illegale per vestire quello dell’affarismo legale. Proprio questa caratteristica rende quella mafiosa una criminalità particolare, diversa dalle altre; le mafie hanno una lunga vita, a differenza del brigantaggio e del banditismo, per la loro capacità di intercettare i favori di una serie di persone, anche quelle rispettabili, che da tali relazioni traggono vantaggio e lo Stato stesso di quelle relazioni dimostra talvolta di non potere fare a meno.Le mafie hanno saputo tessere legami con il territorio, con il mondo illegale e soprattutto con quello legale; non si sono sviluppate e non prosperano nella povertà, come spesso si è detto, ma fioriscono dove c’è il danaro e sbocciano, cogliendo al volo le opportunità di arricchimento. Le mafie, scrive Sales, lungi dall’essere una criminalità parassitaria,  generano economia, fanno girare soldi, sebbene fuori dalle regole, pur rimanendo un ostacolo formidabile allo sviluppo dell’economia legale.Gli economisti, che mai si sono dilungati sul tema, dovrebbero aprire nuovi spazi di ricerca sul ruolo che le mafie hanno nell’economia italiana, un ruolo, scrive l’autore, tutt’altro che marginale, così come tutt’altro che marginale è  il ruolo che tali organizzazioni criminali hanno avuto nella storia dell’Italia, come dimostrato nel presente studio.Insomma, questo è un libro che mostra una verità storica mai prima evidenziata e mai compiutamente ricostruita  come in questo caso, un libro destinato a diventare un importante punto di riferimento nella letteratura sulle mafie.