VII Assemblea campana | Gli interventi dei dirigenti della Federazione e degli esponenti dell'antimafia a Pomigliano d'Arco

Significativi i dati esposti nella relazione del coordinatore Rosario D'Angelo



Nella relazione esposta da Rosario D’Angelo, coordinatore delle associazioni campane antiracket e antiusura, nel corso della VII Assemblea regionale a Pomigliano d’Arco, è stato presentato un positivo bilancio delle attività partendo da ciò che è stato fatto negli ultimi mesi e con uno sguardo alle prossime sfide. L’impegno è portato avanti da imprenditori e commercianti per collaborare con forze dell’ordine e magistratura affinché le piaghe dell’estorsione e dell’usura vengano contrastate ma anche efficacemente prevenute.

Le associazioni antiracket e antiusura campane che aderiscono alla FAI sono attualmente venti, distribuite nelle provincie di Napoli, Caserta e Salerno. Oltre seicento i soci. Un importante lavoro è stato svolto nelle zone più critiche della città di Napoli come i Decumani e il quartiere Forcella. Particolare attenzione è stata prestata ai cantieri edili, logisticamente esposti agli estorsori. Per prevenire forme di reato è stato formulato un “Patto Antiracket” tra gli operatori e le forze dell’ordine. Accordo che si vuole estendere anche alle singole Prefetture.

Il lavoro delle singole associazioni e della Federazione è stato di collaborazione con l’autorità giudiziaria e di realizzazione di strategie di prevenzione dal “pizzo”. I soci FAI sono stati accanto alle vittime di racket e usura che hanno denunciato anche e soprattutto per evitare la prima forma di debolezza, la solitudine. In molti casi è stata anche evitata la sovraesposizione delle persone offese in sede processuale.

Alcuni dati. Dal 2005 a oggi le associazioni antiracket campane si sono costituite parte civile 345 volte, prendendo parte a 282 processi penali nei quali sono stati condannati 2627 imputati. Tutelati oltre 1469 parti offese di cui 204 nell’anno corrente. Il “modello Ercolano” è stato citato più volte nel corso dell’assemblea per sottolineare l’importanza dell’evento: 41 imputati per estorsione aggravata, 42 le persone offese di cui 27 costituitesi parte civile. Una riscossa che ha portato tanti operatori economici a denunciare tutelati dalla Federazione Antiracket e dalla vicinanza delle istituzioni. L’esempio di come il muro dell’omertà sia stato abbattuto se c’è fiducia nello Stato e si confida nelle sue capacità. Sono sette, invece, le domande al Fondo di Solidarietà e centoquarantatre gli utenti assistiti attraverso lo Sportello PON.

«Abbiamo presentato un esempio concreto di come in Italia il rinnovamento della società e dell’economia non solo è possibile ma può partire dal contributo degli imprenditori antiracket e coinvolgere i consumatori» ha detto il Coordinatore delle realtà campane Rosario D’Angelo facendo riferimento alla pratica del “Consumo Critico” e alla campagna “Pago chi non paga” con le quali la FAI ha sensibilizzato i cittadini a portare avanti pratiche di acquisto virtuose.

Un percorso lungo il cui obiettivo è quello di togliere risorse alle mafie e premiare gli operatori onesti. Sullo stesso filo logico anche l’intervento in assemblea di Salvatore Cantone, presidente dell’associazione antiracket di Pomigliano d’Arco, il quale ha detto che bisogna «stringere le fila dell’impegno internamente alle nostre associazioni ma soprattutto esternamente con la responsabilità di essere punto di riferimento».

Raffaele Russo, Sindaco della Città di Pomigliano d’Arco che ha ospitato la settima assemblea, ha ricordato l’impegno della amministrazione comunale per il ripristino della legalità nelle sue numerose forme: dalla lotta al “parcheggiatore abusivo” legato ai gruppi criminali della zona sino al contrasto delle pratiche del “pizzo” consumate ai danni di operatori economici e privati cittadini. Fabio Giuliani, referente regionale di Libera, ha invece analizzato il movimento antimafia in un particolare momento storico dove in alcuni casi la personalità dei singoli è emersa togliendo spazio allo scopo vero e proprio dell’azione: combattere le mafie. Luigi Ferrucci, presidente dell’associazione di Castel Volturno nonché Vicepresidente nazionale della FAI, ha riflettuto su quanto l’azione volontaria di semplici cittadini sia stata fondamentale per ripristinare forme di legalità in un territorio, quello del casertano, che nel passato ha visto sulle proprie strade decine e decine di vittime innocenti mentre venivano consumati i reati più violenti e crudeli.

L’azione delle associazioni campane, e della Federazione Antiracket e Antiusura nel suo complesso, va proprio nelle direzioni descritte: il sostegno a operatori economici onesti per contrastare e prevenire le pratiche del racket e togliere alle organizzazioni mafiose una fonte principale di guadagno. Il tutto coinvolgendo e sensibilizzando cittadini e istituzioni.


A sinistra Salvatore Cantone, Presidente Associazione Pomigliano d'Arco
A sinistra, Luigi Ferrucci, Vicepresidente nazionale FAI e Pres. Ass. Castel Volturno
 

Tano Grasso, presidente onorario FAI, e Raffaele Russo, Sindaco di Pomigliano d'Arco
Fabio Giuliani, referente Libera Campania, e Rosario D'Angelo, coordinatore regionale associazioni FAI