A Pomigliano d'Arco il punto sull'attività delle associazioni campane nella VII assemblea regionale

Il Viceministro dell'Interno Bubbico ha parlato ai soci della Federazione Antiracket e Antiusura


Da sinistra: Rosario D'Angelo, ccordinatore FAI Campania; il Viceministro dell'Interno, On. Filippo Bubbico; Tano Grasso, Presidente onorario FAI; il Sindaco di Pomigliano d'Arco, Raffaele Russo

«Sono sempre più convinto che la lotta per la legalità è una lotta per la dignità della persona ma anche per promuovere lo sviluppo dei nostri territori. Se decidessimo di liberarci dal condizionamento criminale sapremmo sicuramente fare passi avanti molto importanti: sapremmo valorizzare le risorse pubbliche e fare anche molto in assenza delle stesse. È importante mobilitarsi: non ci sono poliziotti che possano bastare se mancano l’impegno e la determinazione dei cittadini, se manca la volontà di combinare le energie, i beni relazionali, la fiducia, la condivisione degli obiettivi».

Lo ha detto il Viceministro dell'Interno Filippo Bubbico intervenendo alla VII assemblea regionale delle associazioni antiracket e antiusura della Campania organizzata dalla FAI tenutasi ieri a Pomigliano d'Arco. «Esiste – ha aggiunto Bubbico - una situazione sociale che non può essere trascurata. Viviamo in una situazione di crisi profonda dei valori e dobbiamo reagire con determinazione: per questo esistono i nuclei aggregativi costituiti sulla base di esperienze comuni, di paure vissute, di coraggio manifestato con dignità e senza estetismi di natura eroica ma semplicemente per necessità di manifestare il proprio diritto a vivere e lavorare tranquilli.

Anche la politica – ha continuato il Viceministro dell’Interno - deve fare qualche passo avanti: l’onestà e la legalità devono stare da tutte le parti e appartenere al senso civico. Voi – parlando alla platea dei soci della FAI - non solo rappresentate il riferimento per una battaglia che deve essere mantenuta viva ma anche la conferma di quanto sia possibile resistere e trasformare le difficoltà in capacità nuove di guardare con fiducia al futuro».

Le numerose battaglie per combattere le piaghe del "pizzo" e dell’usura sono state descritte da Salvatore Cantone, presidente dell'associazione antiracket di Pomigliano, e da Rosario D'Angelo, Coordinatore delle associazioni campane riunite nella Federazione Antiracket. Dal 2005 a oggi le associazioni antiracket campane si sono costituite parte civile 345 volte, prendendo parte a 282 processi penali nei quali sono stati condannati 2627 imputati. Tutelati oltre 1469 parti offese di cui 204 nell’anno corrente. Sono i dati che emergono dalla relazione di D’Angelo che ha ricordato l’impegno costante delle 20 associazioni in Campania e di oltre seicento soci.

Durante l’assemblea - svoltasi nel complesso La Distilleria-Feltrinelli in via Roma a Pomigliano d'Arco - hanno preso la parola anche Raffaele Russo, Sindaco di Pomigliano d’Arco, Giuseppe Scandurra, presidente della Federazione Antiracket, Fabio Giuliani, referente regionale di Libera e Luigi Ferrucci, presidente dell’associazione di Castel Volturno nonché vicepresidente della FAI. Ognuno di loro ha testimoniato l’impegno contro la criminalità organizzata portato avanti da diversi anni a questa parte sottolineando le difficoltà del contesto come la “crisi dell’antimafia”, la tendenza alla spettacolarizzazione dei fatti e la crescente violenza delle bande criminali nella regione.

«Noi siamo qui perché in un preciso momento della propria vita ci siamo trovati di fronte a un bivio: rinunciare alla libertà dopo le intimidazioni mafiose oppure reagire recuperando la libertà» ha detto Tano Grasso, Presidente Onorario della FAI. «Ognuno che ha vissuto questa esperienza – ha proseguito - deve aiutare gli altri a venirne fuori: non è più il poliziotto a convincere il commerciante a denunciare ma è un collega a farlo. Col nostro modello – ha argomentato - siamo indispensabili per qualunque intervento di contrasto. Ciò che impedisce la riproduzione del fenomeno mafioso sul territorio dipende dall’intervento dei soggetti non istituzionali: fino a quando non ci sono imprenditori che si espongono non si avrà un controllo. Noi siamo uno strumento parastatale che può interloquire direttamente con gli operatori economici e che determina realmente la liberazione del territorio».

Ieri erano presenti in sala il Prefetto di Napoli, Maria Gerarda Pantalone, accompagnata dai rappresentati delle forze dell’ordine locali. In prima fila il Questore di Napoli, Guido Marino, il Generale Gianluigi D'Alfonso, Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, e il Tenente Colonnello Rino Coppola, Comandante dei Carabinieri del Gruppo Napoli 1 di Castello di Cisterna. Tra i numerosi partecipanti anche gli alunni della 3° D dell’i.c. Sulmona-Leone di Pomigliano d’Arco.