A Palermo il ricordo di Libero Grassi


Mauro Magnano, Giuseppe Scandurra, Davide Grassi, Tano Grasso

Venticinqueanni fa alle 7:45 in via Vittorio Alfieri a Palermo fu ammazzato Libero Grassi,imprenditore onesto che rifiutò di cedere alle richieste estorsive dei mafiosie che scelse, dunque, di non pagare il pizzo. Una decisione che dichiarò pubblicamentescrivendo una lettera al ‘Giornale di Sicilia’.

“Nonsiamo disponibili – aveva scritto - a dare contributi e ci siamo messi sotto laprotezione della polizia. Ho costruito questa fabbrica con le mie mani, lavoroda una vita e non intendo chiudere”. Una dichiarazione forte ma anche unappello in una Palermo, quella del 1991, che vedeva la maggior parte deicommercianti e degli imprenditori pagare il pizzo per non rischiare. Unmodalità che Libero Grassi non condivideva e che non accettò sfidando anche ilsentire comune di quegli anni. Il suo coraggio – che oggi sarebbe normalità –lo isolò dagli altri. Fu solo nella sua scelta di denunciare.

Il29 agosto del 1991 quattro colpi di pistola ferirono mortalmente Libero Grassimentre raggiungeva la sua azienda che lavorava nel settore tessile. Oggi, nellasua Palermo, istituzioni e cittadini sono ritornati in quella strada e lo hannoricordato. Un evento importante, delicato ma anche triste. Alla sua scomparsasi unisce quella della vedova Pina Maisano Grassi, icona di attivismo ebattaglie contro il racket e a favore del consumo critico.

Lafamiglia Grassi, insieme agli attivisti di ‘Addiopizzo’, ha organizzato alcuneiniziative in città. La FAI questa mattina era presente alla commemorazione invia Alfieri e alla intitolazione del parco di piazza Caboto a Pina MaisanoGrassi. Insieme a tanti cittadini e rappresentanti delle istituzioni c’eranoGiuseppe Scandurra, Presidente della FAI, e il Presidente Onorario Tano Grassoaccompagnati da Mauro Magnano, vicepresidente della FAI e coordinatore dellaattività in Sicilia. Presenti anche il Presidente del Senato, Pietro Grasso, eil Sindaco della città di Palermo, Leoluca Orlando.

«Laconoscenza è un elemento fondamentale così come è fondamentale l’esperienzadell’associazionismo antiracket che è legato fortemente alla figura di LiberoGrassi - ha dichiarato Tano Grasso intervistato da ‘Uno Mattina Estate’ su RaiUno - Quando noi avviammo la nostra esperienza a Capo D’Orlando, venticinqueanni fa, lo facemmo con l’idea di impedire che altri Libero Grassi ci possanoessere nel nostro paese. Non a caso da quando l’associazione si afferma comemodello nessuno che ha denunciato è mai stato interessato da un atto dirappresaglia.

Laconoscenza di questa possibilità – ha sottolineato Tano Grasso – diventa unacondizione di vittoria sulle mafie. La maggioranza degli imprenditori continuaa pagare il pizzo. Noi rappresentiamo una minoranza che prima non c’è ma oggiesiste. Chi paga il pizzo paradossalmente trova una convenienza nelsottomettersi alla mafia perché in questo atto viene legittimato a stare sulmercato altrimenti rischierebbe di essere fuori».

Questasera, invece, sarà proiettata, nella biblioteca comunale di Palermo, ladocu-ficton ‘Io sono Libero’ -  trasmessaanche su Rai Uno alle 21:15 – che ripercorre gli ultimi mesi di vita dell’imprenditore.

Alessandro Bottone


L'intitolazione della Villetta di Palermo a Pina Maisano Grassi