Operazione antidroga a Messina, la soddisfazione della FAI


L'operazione antidroga “Triade” - condotta dai Carabinieri di Messina - ha portato all’arresto di ventuno persone tra Barcellona Pozzo di Gotto, Milazzo e Tortorici responsabili a vario titolo dei reati di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, porto e detenzione illegale di armi da fuoco e spendita di banconote false. Le indagini dei militari hanno fatto luce sulla gestione del mercato della droga nella fascia tirrenica.

«Il presidente della FAI Pippo Scandurra, unitamente ai presidenti della FAI Antiracket di Barcellona Pozzo di Gotto, Stefano Vento, della FAI Antiracket di Milazzo – AOCM, Francesco Arcadi, e della FAI Antiracket di Terme Vigliatore – Fonte di Libertà, Benedetto Gianlombardo, ringraziano la Magistratura e le Forze dell’Ordine per l’operazione “Triade” a carico di 21 soggetti (di cui 15 ristretti in carcere, 5 sottoposti agli arresti domiciliari ed 1 all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria); in particolare, il Procuratore della Repubblica, dott. Guido Lo Forte, che ha diretto le indagini insieme ai Sostituti Procuratori della Direzione Distrettuale Antimafia dott.ssa Liliana Todaro e dott. Fabrizio Monaco, ed i Carabinieri del comando provinciale di Messina agli ordini del Col. Jacopo Mannucci Benincasa che ha coordinato il lavoro, iniziato circa tre anni fa, delle Compagnie di Milazzo e di Barcellona Pozzo di Gotto al comando, rispettivamente, del Cap. Antonio Ruotolo e del Cap. Fabio Valletta».

«L’operazione “Triade” colpisce la mafia tortoriciana che, ancora una volta, aveva stretto rapporti di collaborazione criminale con delinquenti barcellonesi, milazzesi e di altre località della zona tirrenica. Oggi il nostro territorio è ancora più libero e ciò grazie alla Magistratura ed alle Forze dell’Ordine che continuano ad operare con professionalità e generosità. Si coglie ancora una volta l’occasione per sottolineare come il contrasto alla mafia riguarda tutti i cittadini; in particolar modo quello al racket delle estorsioni – per essa fondamentale fonte di approvvigionamento di contante – specificamente i commercianti e gli imprenditori, i quali sono invitati alla collaborazione ed alla denuncia, sapendo che la FAI e le sue associazioni antiracket presenti sul territorio (Lazio, Basilicata, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia) sono pronte a sostenerli ed assisterli».