La FAI ricorda Raffaele Granata


Oggi, 8 anni fa, sul proprio stabilimento balneare veniva barbaramente ucciso per mano della camorra Raffaele Granata. Il coraggio della sua scelta di non volersi piegare al volere del clan gli costò la vita lasciando ai familiari un dolore immenso ed alla società civile un esempio altissimo di dignità e di amore per la libertà. Raffaele Granata, uomo dalla schiena dritta, noi non dimentichiamo". A dichiararlo è Luigi Ferrucci, Presidente dell'associazione antiracket di Castelvolturno (Caserta).L’11 luglio del 2008 alle 8.45 Raffaele Granata, 70enne titolare dello stabilimento balneare “La Fiorente” viene assassinato dalla camorra. Quando i Casalesi si rivolgono per chiedere il pizzo padre e figlio decidono di opporsi. Del resto, già nel 1992, il capofamiglia ha fatto arrestare tre persone riconoscendole in aula.Ad uccidere Raffaele furono due sicari arrivati a bordo di una moto col volto coperto. Fu l'ennesimo messaggio rivolto alle numerose aziende balneari della zona. Il 22 febbraio 2013 arriva la sentenza sul caso: la Corte d’Assise di Santa Maria Capua Vetere decide l’ergastolo a Setola, ad Alessandro Cirillo, a Giovanni Letizia e a Carlo Di Raffaele. Anche grazie alle dichiarazioni del pentito Biagio Di Lanno dal procedimento emerge come il vero obiettivo dei killer non fosse l’anziano Raffaele ma il più giovane Massimo.