Soddisfazione per l’Antiracket dopo le condanne al boss barese

Una condanna a 4 anni e 8 mesi, questa la pena riconosciuta al boss barese Savino Parisi dalla seconda sezione della Corte d'Appello di Bari per i reati di estorsione ai danni di due imprenditori di Triggiano, supportati durante il processo dalla Fai (Federazione Italiana Antiracket), costituitasi parte civile attraverso l’avvocato Angela Maralfa, e dall’Antiracket Molfetta Associazione Regionale attraverso l’avvocato Marco di Bartolomeo.L’udienza è stata fissata dalla Cassazione dopo che Parisi nel primo processo d'appello aveva beneficiato di uno sconto della pena perché i giudici, derubricando il reato da estorsione a violenza privata, avevano optato per una pena a 2 anni e 2 mesi.Gli atti estorsivi risalgono al 2010 quando, appena uscito dal carcere, il boss aveva preteso, ricorrendo al metodo mafioso, dalle due vittime gioielli e preziosi di valore per porre fine alle vessazioni inflitte da esponenti del clan di Japigia. In quell’occasione è stata proprio l’Associazione Antiracket molfettese a sostenere le vittime accompagnandole alla denuncia e innescando il procedimento penale a carico del temuto boss barese.Grande soddisfazione è espressa dal coordinatore regionale antiracket, Renato de Scisciolo, che si complimenta con gli avvocati Maralfa e di Bartolomeo, per il lavoro e l’impegno profusi a favore delle vittime. È questo un risultato che conferma la presenza costante e attiva del movimento antiracket sul territorio pugliese, uno strumento a favore delle vittime che possono realmente liberarsi dalla morsa di tali infimi atti criminali.