Mafia - Tano Grasso e Giuffrè: "Antimafia vera non delle carriere, oltre 168 denunce dall'associazione di Gela"


"L'associazione antiracket di Gela, con le sue 168 denunce da parte delle vittime del pizzo, è la più grande della Sicilia. Attualmente conta 170 iscritti. Serve una battaglia vera e impedire che l'antimafia sia utilizzata per costruire carriere politiche".Lo ha detto Tano Grasso, presidente onorario della Federazione antiracket italiana, intervenendo all'inaugurazione della nuova sede dell'associazione antipizzo, Gaetano Giordano di Gela. " Le associazione antiracket - ha aggiunto- sono sottoposte ad un'ondata di critiche e stanno vivendo, oggettivamente una situazione di difficoltà. Chi ha una sua identità costruita sull'antimafia, acquista un credito nei confronti della società, un credito che va gestito con delicatezza. Se viene gestito per approfittarne, strumentalizzando per fare carriera politica, quel credito diventa un boomerang". 


Santi Giuffrè

Sulla stessa scia il prefetto Santi Giuffrè, commissario straordinario del governo per il coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura: "Se prima nelle fila del movimento antimafia, in Italia, avevamo bisogno di uomini e donne in quantità e con coraggio, oggi si deve guardare più attentamente alla loro qualità , perché non dobbiamo aspettare le notizie sui giornali per capire chi è frequentabile e chi no". Giuffrè ha anche annunciato, l'emissione di un "decreto di cui sono previsti criteri di valutazione più restrittivi, che tengono conto non solo della avvenuta organizzazione di manifestazioni e convegni, ma soprattutto di azioni concrete di denuncia, testimonianza e costituzione di parte civile nei processi. Serve una antimafia vera".

 

Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, il presidente FAI, Giuseppe Scandurra, il prefetto di Caltanissetta Maria Teresa Cucinotta e il presidente dell'associazione antiracket di Gela, Renzo Caponetti.

articolo apparso su "ilfattonisseno.it", giovedì 21 gennaio 2016