Il I Torneo della Legalità


Forze dell'ordine, Fai, Libera e Federazione provinciale arbitri insieme su un campo da calcio per dire no alla camorra


 

Lunedì 11 gennaio il calcio di inizio del ‘I Torneo della Legalità’, organizzato dalla FAI - Federazione Antiracket e Antiusura Italiana, Libera ‘Associazioni, nomi e numeri contro le mafie’, l’Arma dei Carabinieri, la Polizia di Stato, la Guardia di Finanza e la Federazione provinciale Arbitri- sezione di Frattamaggiore. La prima partita, che sarà disputata presso il campo sportivo Mariolina Strornaiuolo (Circumvalazione esterna 253, Secondigliano -  Napoli) ed avrà inizio alle ore 20.45, vedrà impegnate la squadra di Libera e l’ASD FAI Antiracket Campania. Al calcio d’inizio sarà presente il presidente onorario della FAI Tano Grasso. In campo con la maglietta di Libera anche il referente di Libera Sport Pasquale Scherillo, fratello di Dario - vittima innocente della camorra, ucciso durante la guerra di Scampia il 6 dicembre 2004 per uno scambio di persone. La FAI da 25 anni realizza su tutto il territorio nazionale un insieme di attività finalizzate alle prevenzione e al contrasto dei fenomeni mafiosi, ma è la prima volta che decide di impegnarsi anche su un campo da calcio per dire no alle mafie. Dopo mesi di duro lavoro da parte dei dirigenti del movimento antiracket, tra cui Rosario D’Angelo - coordinatore regionale Campania,  Salvatore Cantone e Luigi Ferrucci - rispettivamente presidente dell’Associazione Antiracket di Pomigliano d’Arco e di Castelvolturno, nasce la squadra di calcio dell’antiracket - l’ASD FAI Antiracket  Campania, composta dai soci del movimento antiracket. Il presidente del nuovo sodalizio calcistico è il coordinatore regionale della FAI in Campania Rosario D’Angelo. Di rilievo è la presenza al ‘I Torneo della Legalità’ delle forze dell’ordine. Un segnale importante per testimoniare che il movimento antiracket opera di concerto con le forze dell’ordine presenti sul territorio. Una sinergia che riguarda attivamente la lotta alla criminalità organizzata, che ha dato e continua a dare con gli anni importanti risultati. Una collaborazione in grado di diffondere sempre più speranza e fiducia in chi quotidianamente, vessato dalla criminalità organizzata, è costretto a scegliere da che parte stare e che sempre più sceglie la legalità. La legalità si costruisce con la conoscenza delle regole e il rispetto dell'altro e lo sport si fonda ugualmente su regole accettate da tutti. Attraverso lo sport, soprattutto quello di gruppo, è possibile creare un “dialogo” alla pari, perché ad unire sono principalmente i valori dell’amicizia, della lealtà, dell’impegno, nonché l’aspirazione a migliorarsi.  Dunque lo sport può essere un mezzo per educare alla legalità. L’obiettivo del Torneo è far sì che, attraverso il linguaggio e l’immaginario sportivo, tanto amato soprattutto dal mondo giovanile, si crei un momento di educazione alla legalità, un percorso mirato a far scoprire agli adolescenti l’importanza di un territorio riscattabile solo con l’impegno e la volontà di tutti.