Coraggio [Il] di Angela

Anche la RAI può fare qualche cosa di buono. Lo ha fatto mandando in onda in prima serata su Raiuno una fiction ispirata alla storia di Silvana Fucito, interpretata da Lunetta Savino. La vicenda di Silvana, di suo marito Gennaro, della sua famiglia e della sua azienda è quanto mai esemplare: il 19 settembre del 2002 un attentato camorristico distrugge l’intera azienda di colori, l’incendio dura tutta la notte e mette a rischio anche la vita di chi abitava lo stabile. La notte stessa Silvana e Gennaro sono negli uffici della Squadra mobile di Napoli a denunciare con nomi e cognomi tanti anni di estorsioni, di minacce, di soprusi; seguono gli arresti, il processo, le condanne dei camorristi. Da quel momento, dapprima, Silvana diventa il principale testimonial della rivolta contro il racket a Napoli . Il rilievo mediatico del processo fa compiere alla nascente esperienza del movimento antiracket napoletano uno straordinario salto di qualità, per la prima volta l’opinione pubblica cittadina prende coscienza della pericolosità e invasività di un fenomeno che colpisce tanti operatori economici. Ma, soprattutto, gli imprenditori vedono, come mai prima era stato, una vittima che si trova attorno tutte le istituzioni e la sua comunità. Chi denuncia non è più destinato alla solitudine e all’isolamento. Le immagini di quella prima udienza, con il Sindaco (Rosetta Iervolino), il presidente della Regione (Antonio Bassolino), il Questore (Franco Malvano), il comandante provinciale dei carabinieri (il generale Giuliani), i pullman organizzati dalla Municipalità di San Giovanni (Antonio Borriello), i tanti giovani e i colleghi delle associazioni antiracket, tutti insieme a offrire l’immagine di una comunità forte e decisa a riconquistare la propria libertà. Ma non c’è solo questo. C’è soprattutto l’intelligenza di una donna che capisce che la sua esperienza deve diventare quella di tutti gli imprenditori napoletani. Silvana non parla più solo della sua storia di coraggio, racconta con parole semplici come è possibile ribellarsi attraverso le associazioni antiracket. Con altri colleghi di San Giovanni, a partire da Vittorio Gallinoro, a cui la camorra rade al suolo il magazzino di legnami, iniziano gli incontri nella parrocchia di Padre Gaetano Romano e, finalmente, nasce l’associazione antiracket. Da quel momento Silvana è sempre più impegnata nelle vicende degli altri colleghi e diviene la coordinatrice regionale delle numerose associazioni. Nel frattempo, viene designata tra le più importanti personalità europee come donna dell’anno dalla prestigiosa rivista “Time” e ottiene dal Presidente della Repubblica il titolo di Cavaliere del Lavoro. Sono passati tanti anni e Silvana è ancora lì a Corso Umberto a incontrare imprenditori, a dare loro fiducia e consigli. Napoli e non solo devono grande riconoscenza a questa donna, a Gennaro, ai suoi figli e nipoti (intanto è diventata nonna più volte).  

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